Abc MISSIONE … P come Pace 

«Shalom, pace». In diversi Paesi la parola Shalom viene utilizzata nei saluti come augurio di bene e di pace; anche in Senegal i saluti in lingua wolof sono un augurio in tal senso: «Salam alekum – Malekum salam», un vero e proprio auspicio vicendevole in cui si dichiara «La pace sia con te – La pace sia anche con te». 

Nella Sacra Scrittura la pace è oggetto di benedizione (Nm 6, 26). Gesù è chiamato ”il principe della pace”; la pace è il dono che Gesù promette ai discepoli nell’ultima cena (Gv 14, 27); «la pace sia con voi» è il saluto del Signore risorto. Nelle beatitudini, autentico programma di vita per ogni discepolo missionario, Gesù ci invita a essere costruttori di pace: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5, 9). Gesù afferma che gli artigiani di pace sono beati e saranno chiamati figli di Dio. Ciò domanda l’impegno di prendersi cura gli uni degli altri, di promuovere cantieri di solidarietà e di giustizia, di avere occhi nuovi e cuori nuovi verso l’umanità. Ci sono alcune “condizioni” fondamentali per poter vivere la pace, condizioni che sono vie per la pace: la giustizia, lo sviluppo, la libertà, il dialogo, l’educazione, il perdono, la preghiera. E comunque, per la nostra vita, la pace comincia da noi; ciascuno di noi può essere lievito di una cultura di pace. 

La pace è un dono di Dio, ma richiede il nostro impegno per la giustizia e la concordia fra gli uomini e, affinché essa si realizzi, non è sufficiente eliminare le guerre o le discordie fra di noi, ma dobbiamo rapportarci in modo nuovo con gli altri, stringendo relazioni di fraternità e di solidarietà e abbattendo i muri che ci dividono. La pace è frutto della giustizia: «Se vuoi la pace, lavora per la giustizia» (San Paolo VI, Messaggio per la Vᵃ Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 1972), perché nessuna pace regge se  permangono le disuguaglianze o se vengono calpestati i diritti: la giustizia, infatti, è come l’asse portante del vivere insieme. La pace è frutto della solidarietà e dello sviluppo. Una società autenticamente solidale non offre solo il superfluo ai poveri: occorre uno spirito di condivisione per dedicare cure e attenzioni a quanti sono in difficoltà. L’amore e la passione per i poveri e i deboli devono costituire un impegno fondamentale per i discepoli missionari. 

La storia dell’umanità è tragicamente segnata da conflitti di ogni genere e, nonostante i progressi culturali ed economici, oggi viviamo ancora il dramma di tante guerre che causano morti, sofferenze, migrazioni, precarietà, traumi fisici e mentali. In ogni guerra «qualcosa, forse molto, è morto per sempre… la gente che ha abbandonato quel Paese forse non tornerà. Le famiglie si sono divise… qualcosa forse è finito per sempre e molte amputazioni restano» (Andrea Riccardi, Il grido della pace, pp. 33-34). Nel mondo, purtroppo, è in atto una vera e propria ”terza guerra mondiale a pezzi”. 

La pace è il bene più grande per l’umanità perché è il bene che Dio vuole per noi ed è il desiderio di ogni uomo e di ogni donna. Una sola e grande aspirazione dimori nei nostri cuori: la pace! Una pace da coltivare ogni giorno con piccoli gesti. Per vivere la pace è necessario educarci all’ascolto reciproco, alla conoscenza dell’altro, al dialogo, al confronto, al perdono. Costruiremo un mondo di pace nella misura in cui ci educheremo alla pace e sapremo sognare la pace: «La pace è un sogno, può diventare realtà… Ma per costruirla bisogna essere capaci di sognare» (Nelson Mandela). 

Nostra missione è l’annuncio e la realizzazione della pace. Crediamoci, torniamo ad alimentare questa speranza, operiamo affinché la pace si realizzi in ogni luogo della terra e in ogni cuore. «Ovunque e in tutti una sola e unica aspirazione: la pace! Pace ai bambini che si aprono alla vita! Pace ai giovani, che sognano il futuro! Pace agli uomini, che lavorino fiduciosi! Pace alle donne, che si rispetti la loro dignità! Pace alla nostra terra, che doni a tutti da vivere!» (Preghiera a Nostra Signora della Pace di Temento, Senegal). 

La pace siamo noi. La pace ha noi per essere realizzata. La pace ha bisogno di ciascuno di noi, uomini e donne che con le loro scelte quotidiane possono portare più giustizia, più dialogo, più perdono; la pace ha bisogno di persone che pregano per realizzare vie di pace. «Alla fine, noi abbiamo solo un dovere morale: reclamare larghe aree di pace in noi stessi, più e più pace, e di rifletterle verso gli altri. E più pace c’è in noi, più pace ci sarà nel nostro mondo turbolento» (Hetty Hillesum). 

«Ti benedica il Signore / e ti custodisca. / Il Signore faccia risplendere per te il suo volto / e ti faccia grazia. / Il Signore rivolga a te il suo volto / e ti conceda pace» (Nm 6, 24-26). 

«Amore e verità s’incontreranno, / giustizia e pace si baceranno. / Verità germoglierà dalla terra / e giustizia si affaccerà dal cielo» (Salmo 85, 11-12). 

«La pace non è mai guadagnata una volta per tutte, va conquistata ogni giorno» (Francesco, Omelia nella Santa Messa celebrata nel piazzale dell’Expo a Nur-Sultan. Viaggio Apostolico in Kazakhstan, 14 settembre 2022). 

«Cosa puoi fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia» (Santa Teresa di Calcutta). 

Flavio Facchin omi