«Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni… fino ai confini della terra» (At 1, 8). Quando il Risorto invia i discepoli, li manda con la ricchezza della sua Parola e con la forza dello Spirito perché è solo lo Spirito Santo che dona il mandato della missione di Cristo e la grazia di portarla avanti. Lo Spirito di Dio è il vero principio e motore dell’evangelizzazione. Gesù rassicura gli Apostoli che non saranno soli: con loro ci sarà sempre lo Spirito, che li sosterrà nella missione di portare la Buona Novella ovunque, in tutto il mondo. Oggi abilita anche noi ad essere i testimoni del Signore Risorto.
Le pagine del Primo Testamento narrano la missione dello Spirito nei giorni della creazione, nelle vicende dei Profeti, lungo tutta la storia della salvezza. Nel Vangelo di Luca notiamo che lo Spirito è sempre presente nella vita di Gesù: dall’annunciazione dell’angelo a Maria al discorso nella sinagoga di Nazareth, dalle tentazioni nel deserto alla vita donata sulla croce. Negli eventi narrati dagli Atti degli Apostoli vediamo che i protagonisti dell’annuncio non sono né Pietro, né Paolo, né gli uomini e le donne al seguito di Gesù, ma è lo Spirito Santo. L’artefice della missione è lo Spirito di Dio. Nella storia della Chiesa lo Spirito Santo ha sostenuto i martiri, ha creato nuove congregazioni religiose e istituti di carità, ha plasmato la vita di uomini e donne che hanno dato coraggiose testimonianze del Vangelo e che hanno lasciato tracce di santità.
Ancora oggi possiamo dire che «il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa» (Gv 14, 26). La Chiesa, comunità che annuncia, vive e testimonia il Signore, è mossa dallo Spirito; infatti «lo Spirito fa luce sul cammino della Chiesa, sempre. Egli non è solo la luce dei cuori, è la luce che orienta la Chiesa: fa chiarezza, aiuta a distinguere, aiuta a discernere… senza lo Spirito, tutto resta senz’anima… Preghiamo spesso lo Spirito, invochiamolo, chiediamogli ogni giorno di accendere in noi la sua luce» (Francesco, Udienza Generale del Mercoledì delle Ceneri, 22 febbraio 2023). Lo Spirito Santo accende la sua luce in noi, accende e custodisce la fede nei nostri cuori, accende e anima la missione dei discepoli missionari. Non solo: è anche la luce che orienta la Chiesa perché è vero che l’organizzazione è importante, ma non basta: è lo Spirito che guida la Chiesa.
È lo Spirito che guida il cammino dei discepoli missionari. Non possiamo dare testimonianza piena e genuina di Cristo senza l’aiuto dello Spirito. Ogni discepolo missionario vive alla luce dello Spirito di Dio e riceve forza da lui. È lo Spirito il vero protagonista della missione, è lo Spirito che dona le parole giuste al momento giusto e nel modo giusto. Quante volte ci siamo resi conto che i disegni di Dio non sono i nostri disegni e che i tempi di Dio non sono i nostri tempi. Quante volte abbiamo constatato che lo Spirito rinnova le nostre vite e apre strade per noi impensabili. Quante volte ci lasciamo sorprendere dalla creatività dello Spirito che continuamente «rinnova la faccia della terra». Lo Spirito, «che è Signore e dà la vita», è sempre con noi e ci illumina, ci accompagna, ci sostiene, ci trasforma. È il nostro compagno di viaggio e sappiamo che non possiamo essere portatori di Cristo senza il sostegno dello Spirito Santo.
Lo Spirito ci dona forza, coraggio e sapienza per testimoniare il Cristo. «Come “nessuno può dire: ‘Gesù è Signore’, se non sotto l’azione dello Spirito Santo” (1 Cor 12, 3), così nessun cristiano potrà dare testimonianza piena e genuina di Cristo Signore senza l’ispirazione e l’aiuto dello Spirito. Perciò ogni discepolo missionario di Cristo è chiamato a riconoscere l’importanza fondamentale dell’agire dello Spirito, a vivere con Lui nel quotidiano e a ricevere costantemente forza e ispirazione da Lui. Anzi, proprio quando ci sentiamo stanchi, demotivati, smarriti, ricordiamoci di ricorrere allo Spirito Santo nella preghiera, la quale – voglio sottolineare ancora – ha un ruolo fondamentale nella vita missionaria, per lasciarci ristorare e fortificare da Lui, sorgente divina inesauribile di nuove energie e della gioia di condividere con gli altri la vita di Cristo. “Ricevere la gioia dello Spirito è una grazia. Ed è l’unica forza che possiamo avere per predicare il Vangelo, per confessare la fede nel Signore” (Francesco, Messaggio alle Pontificie Opere Missionarie, 21 maggio 2020)» (Francesco, Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2022, 6 gennaio 2022).
«Lo Spirito Santo è il vento che fa nascere i cercatori d’oro» (Giovanni Vannucci).
«Se noi fossimo gente di fede potremmo consegnare allo Spirito tutte le azioni della giornata… le trasformerebbe in vita» (Madeleine Delbrêl, La gioia di credere).
«Lo Spirito “vi insegnerà ogni cosa”: lui ama insegnare, accompagnare oltre, far scoprire paesaggi inesplorati, portare i credenti a vivere in ‘modalità esplorativa’, non come esecutori di ordini, ma come inventori di strade» (Ermes Ronchi, Avvenire, 2 giugno 2022).
«Lo Spirito Santo è come la luce: illumina i cuori dei fedeli, li guida alla verità e li trasforma in immagini vive della bellezza divina» (San Basilio, Sul Santo Spirito, cap. 9, 23).
Senza lo Spirito Santo
Gesù Cristo resta nel passato,
il Vangelo è lettera morta,
la chiesa una organizzazione come le altre,
la missione è ridotta a propaganda,
l’etica cristiana è una morale da schiavi,
la liturgia è teatro.
Vieni Spirito santo!
(Ignazio di Laodicea)
A cura di Flavio Facchin omi